Si tratta di una serie di fotografie sobrie, lente, di ampio respiro, lontane da facili  estetismi e da situazioni eccezionali, fatte apposta per non stupire ma per meditare.

Ecco che Varini “dipinge” questi paesaggi della Bassa Padana , di Rimini o della Versilia in cui  il luogo,  la tipicità del paesaggio, non sono il fine ma “ geografia sentimentale “, vicina al concetto del suo maestro Luigi Ghirri.

Tema principale la solitudine , la pace, non il trambusto di metropoli trafelate, ma la calma malinconica che si respira ancora in provincia con i suoi sapori e i suoi odori.

E’ poeta in fondo delle piccole cose e di paesaggi poveri dove si respira una strana “ inquieta tranquillità “. Eppoi, dice lui – Tutto è cominciato quando  nevicava tanto e quando la neve si sporcava io, ricordo, piangevo sempre un po’ … –

I suoi scenari rarefatti e talvolta indistinti nei contorni, il suo “ chiarismo “, sembrano irreali o di un’altra epoca. Di gente non ce n’è , se non qualche figurina o segno umano, inseriti con cautela ai margini di un inquadratura spesso di largo campo.

Per quanto sofisticate nella composizione e nella cura estetica , spesso acquerellate con maestria, le sue fotografie hanno il pregio dell’immediatezza e della semplicità.

Questi set quasi “ minimalisti “ non fanno che stimolare la fantasia dei poeti poiché sono un racconto “ sospeso nel silenzio “, qualcosa che deve accadere o che è già successo.

A volte la nebbia rende arduo il procedere ai più distratti, ma come il poeta, Varini coltiva fiori nel cemento , da ermetico, crepuscolare, e nel contempo grandi viaggi.

A volte le sue “ linee di fuga “ si fanno vere geometrie, richiamando ancora una volta il suo maestro, cercando con l’ironia di superare la paranoia del “ già visto “.

Ma sono linee di fuga apparenti, è un odio-amore verso la quotidianità, un elogio alla memoria, un “ tango “ fra la noia ed i bei ricordi di casa .

Dice l’autore : – Ho solo voluto onorare per adesso questa mia “ Retroguardia “, l’amore anche per la Riviera Romagnola, con tutta la sua schifezza ma quotidiana sicurezza, perché molti non sanno ancora da dove vengono ne dove stanno -.

Questo suo saper trasportare la curiosità ed il forte senso d’appartenenza alla sua terra anche altrove, è la grande impresa delle immagini poetiche di Varini .